IL CORTISOLO

IL CORTISOLO

Nella vita di tutti i giorni  il ruolo dello stress è ormai riconosciuto come sinonimo di disturbi e malattie.

Difatti l'insieme di forze esterne ambientali sociali o fisiche, potenzialmente nocive, che producono una serie di reazioni biochimiche, somatiche e psicologiche all'interno dell'organismo tra cui appunto picchi di livello di Cortisolo.

 

Nella vita di tutti i giorni  il ruolo dello stress è ormai riconosciuto come sinonimo di disturbi e malattie.

Difatti l'insieme di forze esterne ambientali sociali o fisiche, potenzialmente nocive, che producono una serie di reazioni biochimiche, somatiche e psicologiche all'interno dell'organismo tra cui appunto picchi di livello di Cortisolo.

Questo produce un adattamento dell'organismo, conseguente o in difesa dello stress medesimo.

Possiamo affermare che lo stress è l'espressione di uno sforzo compiuto dall'organismo di fronte ad ogni richiesta di modificare il proprio stato di equilibrio (omeostasi).

Ogni tipo di sollecitazione si presenta come una richiesta di modifica dell'omeostasi che, indipendentemente dalla causa, è caratterizzata da uno stimolo fisico, chimico o psico-sociale, è sempre associata e mediata da reazioni emotive.

Da sottolineare che lo stress può assumere un ruolo importante nell'origine di alcune malattie, oltre a possedere la capacità di innescare i processi biochimici.

In realtà lo stress in origine fu definito come "risposta aspecifica dell'organismo ad ogni richiesta effettuata su quest'ultimo". Una delle conseguenze dello stress è l'iperattivazione dell'asse ipotalamoipofisi-surrene e molte ricerche hanno monitorato l'ormone prodotto da quest'asse, cioè il cortisolo.

Esso riduce la produzione di testosterone, indebolisce il sistema immunitario ed è coinvolto in alcune condizioni patologiche come ipertensione, insulinoresistenza, obesità addominale, malattie infettive e disturbi depressivi.

È ormai assodato che l'esposizione cronica a stress possa esercitare un'azione negativa sull'organismo alterando il ritmo circadiano del cortisolo, cioè l'andamento giornaliero del cortisolo, fisiologicamente alto la mattina e basso la sera.

 

 

Diversi studi hanno osservato la relazione tra esposizione a fattori di stress e livelli di cortisolo e i risultati indicherebbero un incremento rilevante dei livelli di cortisolo associato a stress sul lavoro ed in genere a stress emotivi.

Il cortisolo è probabilmente l'ormone che più viene influenzato dall'esercizio fisico: la sua concentrazione sale durante l'attività fisica in rapporto all'intensità, alla durata, al tipo di test e al livello di allenamento del soggetto.

Sono stati studiati i vari comportamenti dell’ ormone tra cui l'insieme delle misure ripetute di cortisolo nell'arco di uno o più giorni, i livelli di cortisolo al risveglio, l'incremento del cortisolo nei primi 30-60 minuti dopo il risveglio (CAR: cortisol awekening response), oppure l'incremento del cortisolo nelle ore pomeridiane o serali (o la sua discesa rispetto ai valori mattutini).

Tra i vari studi che hanno osservato la relazione tra esposizione a fattori di stress e livelli di cortisolo, indicherebbero che un incremento rilevante dei livelli di cortisolo (sia al risveglio che dopo ) associato a stress sul lavoro e allo sport.

Il suo incremento nello sport, soprattutto a livello competitivo, è fisiologicamente attivo in quanto necessario per rendere disponibile energia per rispondere all'impegno sportivo.

Alcune ricerche su soggetti non allenati, hanno dimostrato che sia sufficiente assumere una bevanda a base di 35 g di carboidrati nella fase durante il workout di una sessione con i pesi . Se questo effettivamente bastasse per tamponare il cortisolo, certamente anche un pasto a base di carboidrati prima dell’allenamento potrebbe sortire un effetto simile. Non a caso assumere i carboidrati pre-workout è una strategia da lungo promossa nella ricerca in modo da sostenere la performance, risparmiare il glicogeno e prevenire il catabolismo muscolare.

Da sottolineare però che non tutti gli studi hanno osservato un effetto inibitorio dei carboidrati sull’aumento dei livelli di cortisolo durante l’esercizio. L’unica ricerca su soggetti allenati, ad esempio, non ha registrato questo effetto somministrando oltre 80 g di maltodestrina nella fase intra-workout .

Posso essere svariati i motivi per cui i risultati di queste ricerche sono contrastanti : il differente grado di allenamento dei soggetti, la diversità di fonti o quantità glucidiche, del diverso protocollo di allenamento o della dieta.