ACIDO LATTICO TRA MITI E VERITA’

ACIDO LATTICO TRA MITI E VERITA’

E’ pratica comune che molti allenatori ed atleti percepiscono l’acido lattico, o più specificamente il lattato, come prodotto di scarto che è completamente sfavorevole a tutte le prestazioni atletiche.

Questa ipotesi, tuttavia, non può più essere considerata corretta, così che è stata etichettata come la mitologia dell’acido lattico .

 

E’ pratica comune che molti allenatori ed atleti percepiscono l’acido lattico, o più specificamente il lattato, come prodotto di scarto che è completamente sfavorevole a tutte le prestazioni atletiche.

Questa ipotesi, tuttavia, non può più essere considerata corretta, così che è stata etichettata come la mitologia dell’acido lattico .

Mentre gli scienziati dello sport sono in gran parte d'accordo sul fatto che il lattato si comporta più come amico dell’atleta, piuttosto che nemico, una recente ricerca ha iniziato a mettere in discussione uno dei principi fondamentali, che la fatica muscolare aumenta l’acidità o l’acidosi lattica.

E’ bene ricordare che il prodotto finale della glicolisi è l'acido piruvico.

Agli antipodi si riteneva che la disponibilità di ossigeno, o la sua mancanza, portasse alla conversione dell’acido piruvico in acido lattico e accompagnasse l’aumento del lattato nel muscolo e nel sangue.

Nel corso degli ultimi 40 anni, è stato accertato non essere così.

 La migliore evidenza scientifica suggerisce  che la disponibilità di ossigeno è soltanto uno dei vari fattori che causano un aumento del lattato nel muscolo e nel sangue durante l'esercizio sul massimale.

 Infatti, l'acido lattico, può essere prodotto ogni volta che avviene la glicolisi, indipendentemente dalla presenza o assenza di ossigeno, ed è anche prodotto a riposo

La soglia del lattato è stata spesso indicata come il punto in cui l'energia è generata attraverso il metabolismo prevalentemente anaerobico. Tuttavia l'insorgenza di accumulo di lattato nel sangue rappresenta solo il bilancio tra la produzione e la rimozione del lattato.

I ricercatori non hanno potuto dimostrare una mancanza di ossigeno nei muscoli ad una intensità di esercizio al di sopra della soglia del lattato.

 

Il lattato non è un prodotto di scarto

 

Prima del 1970 l’acido lattico era considerato un sottoprodotto di scarto risultante da una mancanza di ossigeno disponibile ai muscoli durante l’esercizio.

L’ acido Lattico è sotto accusa per la sensazione di bruciore durante l'esercizio fisico importante e della insorgenza ritardata dell’indolenzimento muscolare (DOMS), e considerato massimo responsabile nel processo di affaticamento.

Da qui la convinzione di molti allenatori ed atleti, che l'acido lattico fosse il vero responsabile della fatica e della stanchezza durante l’esercizio fisico.

Nel 1984, George Brook propose l'ipotesi della navetta del lattato e, attualmente, il modello della navetta del lattato cellula-cellula ha il supporto quasi unanime. Questa ipotesi pone in discussione molte delle convinzioni largamente diffuse circa il lattato.

Lontano dall'essere un prodotto di scarto, la formazione di lattato permette al metabolismo dei carboidrati di continuare attraverso la glicolisi.

Il cuore, il cervello e molte fibre a contrazione più lenta sono molto adatti a rimuovere il lattato dal sangue, tanto che essi preferiscono il lattato come fonte di combustibile, tuttavia il lattato deve essere convertito in piruvato prima di poter essere utilizzato come fonte di energia.

La rimozione del lattato dal sangue può avvenire  tramite ossidazione all'interno della fibra muscolare in cui è stato prodotto, oppure può essere trasportato ad altre fibre muscolari per ossidazione

Il lattato che non è ossidato in questo modo, si diffonde dal muscolo in esercizio nei capillari, e viene trasportato attraverso il sangue al fegato.

Attraverso un processo noto come ciclo di Cori, il lattato può essere convertito in piruvato in presenza di ossigeno, che può in seguito essere convertito in glucosio.

Questo glucosio può essere, sia metabolizzato dai muscoli al lavoro, sia immagazzinato nei muscoli come glicogeno per un uso successivo.

Quindi il lattato deve essere considerato come una forma utile di energia potenziale, che è ossidato durante l'esercizio a moderata-bassa intensità, durante il recupero e a riposo a differenza dell’acido lattico, il lattato non è ritenuto un produttore di fatica.

 

Quello che il modello navetta-lattato mostra essenzialmente, è che il lattato costituisce un intermediario fondamentale in numerosi processi metabolici cellulari, localizzati o generalizzati a tutto il corpo, e può aiutare a prolungare l'attività sub-massimale, invece di ostacolarla.