ACIDO LATTICO E ALLENAMENTO

ACIDO LATTICO E ALLENAMENTO

Durante l'esercizio fisico intenso, il lattato nei muscoli e nel sangue può salire a livelli molto elevati .

La mancanza di ossigeno non è per forza responsabile dell'aumento della produzione di lattato o anche dell’accumulo di lattato e non è la causa del dolore muscolare ritardato (DOMS).

Questo accumulo, rappresenta il bilancio tra la produzione e la rimozione del lattato.

 

Durante l'esercizio fisico intenso, il lattato nei muscoli e nel sangue può salire a livelli molto elevati .

La mancanza di ossigeno non è per forza responsabile dell'aumento della produzione di lattato o anche dell’accumulo di lattato e non è la causa del dolore muscolare ritardato (DOMS).

Questo accumulo, rappresenta il bilancio tra la produzione e la rimozione del lattato.

Però questo non significa per forza che il tasso di accumulo sia causa di un aumento della produzione, o di un diminuito tasso di rimozione, oppure di entrambi.

 Allo stesso modo, se le concentrazioni di lattato nel sangue non aumentano sopra il livello di riposo nel corso dell'attività fisica, niente conferma sulla produzione di lattato o di acido lattico durante tale attività.

Un errore comune è quello di pensare è che il lattato nel sangue, o anche l’acido lattico, abbia un effetto negativo diretto sulle prestazioni muscolari. Difatti molti ricercatori concordano che qualsiasi effetto negativo sulle prestazioni, associato con l’accumulo di lattato nel sangue, è dovuto ad un aumento degli ioni d’idrogeno.

Quando l'acido lattico si divide in lattato e ioni idrogeno sono questi ultimi che portano ad un aumento dell'acidità. Quindi non è corretto puntare il dito sul lattato o sull’acido lattico di un eventuale impatto negativo diretto sulla performance muscolare.

L'aumento degli ioni di idrogeno e la successiva acidità dell'ambiente interno è chiamata acidosi.

 

Acidosi lattica

 

Quindi la sfavorevole acidosi è il risultato di un aumento della concentrazione od un accumulo degli ioni d'idrogeno. Quindi può sembrare logico concludere che un aumento della produzione di acido lattico, e anche del lattato, sia dannosa in quanto aumenta la produzione degli ioni d’idrogeno.

L'accumulo è determinante, poichè un aumento della produzione degli ioni d’idrogeno (dovuto ad un incremento della produzione di acido lattico) non avrà alcun effetto negativo se la rimozione è altrettanto veloce.

Le ricerche suggeriscono che la produzione di lattato (soprattutto se accompagnata da un'elevata capacità di rimozione lattato) potrebbe essere più propensa a ritardare l'insorgenza di acidosi.

Questo perché il lattato serve a consumare gli ioni d’idrogeno e consente la loro espulsione dalla cellula.

Allo stesso modo evidenze scientifiche dimostrano come l'acidosi sia causata da reazioni diverse dalla produzione di lattato e quindi che l'aumento di concentrazione di lattato, sebbene senza un diretto rapporto causa-effetto, coincide con l’acidosi cellulare e si conferma un buon marcatore indiretto per l'insorgenza della fatica.

 

Acidosi e fatica

 

Quindi come detto fin ora diverse ricerche hanno dimostrato che un aumento della concentrazione degli ioni d’idrogeno, e una diminuzione del pH (aumento dell'acidità) all'interno del muscolo o del plasma, provoca l'affaticamento e che l’acidosi indotta può compromettere la contrattilità muscolare anche negli esseri umani non affaticati.

Eppure, negli ultimi 25 anni, una serie di documenti di alto profilo hanno contestato questa tesi e in una rewiew Cairns del 2006 dice che gli esperimenti sui muscoli isolati mostrano che l’acidosi ha minimo effetto negativo o può addirittura migliorare le prestazioni muscolari durante l'esercizio ad alta intensità e che al posto dell’acidosi, potrebbe essere il fosfato inorganico la causa principale di affaticamento muscolare.

Cairns ha ipotizzato che mentre l'acidosi ha scarso effetto negativo o persino migliorari le prestazioni muscolari nel muscolo isolato, un importante acidosi del plasma sanguigno potrebbe ridurre le prestazioni a causa di un deficit funzionale del sistema nervoso centrale che comanda il muscolo.

 

Accumulo del lattato e allenamento

 

A riposo, i valori normali per il lattato nel sangue sono di 0,5-2,2 mmol per litro.

Sembrerebbe che il completo esaurimento si verifichi, per la maggior parte delle persone, sia compreso tra 20-25 mmol/L, anche se sono stati registrati valori superiori a 30 mmol/L

Il picco di concentrazione del lattato nel sangue avviene circa 5 minuti dopo la cessazione dell’esercizio fisico intenso (supponendo che la cessazione sia dovuta ad esaurimento da acidosi).

 Il ritardo è attribuito al tempo richiesto per stabilizzare e trasportare l'acido lattico dal tessuto al sangue .

Un ritorno ai livelli pre-esercizio di lattato nel sangue, di solito avviene entro un'ora, e una leggera attività durante il periodo post-esercizio ha mostrato di velocizzare l’espulsione. L’allenamento può anche aumentare il tasso di espulsione del lattato in atleti allenati, sia aerobici, sia anaerobici, rispetto ai soggetti non allenati.

La ricerca ha anche dimostrato che l’allenamento induce, per un determinato carico di lavoro, degli adattamenti che includono una più bassa concentrazione di lattato nel sangue, e una concentrazione di lattato più elevata durante l'esercizio massimale.